La ricerca sul campo sta procedendo spedita e stanno emergendo informazioni preziose. Nuovi informatori hanno portato alla luce una serie di strumenti che mostrano una speciale relazione tra suono ed ecologia. Questo è il periodo dell’anno in cui i castagni producono nuovi germogli, l’avena selvatica (Avena Fatua) cresce onnipresente nelle campagne e la cipolla matura nei campi.

Ognuna di queste piante viene ora utilizzata per realizzare strumenti sonori. Questi sfruttano le caratteristiche specifiche che le piante sviluppano in questa particolare fase del loro ciclo vitale. Le gemme dei rami di castagno non sono ancora cresciute e si può scorticare la corteccia per ottenere un tubo. Qualche taglio esperto con un coltello e nasce un flauto ad armonici.

Il fusto dell’avena selvatica è cavo e segmentato da nodi, il che rende possibile la costruzione di uno strumento ad ancia singola. Si ricava l’ancia con un taglio longitudinale dal nodo in giù e lo strumento è pronto. Alcuni costruivano due strumenti con dei fori digitali lungo il gambo e li usavano per imparare la zampogna.

Essendo cava, anche la foglia delle cipolle fresche viene utilizzata per produrre suoni. La foglia viene tagliata e ammorbidita sul fuoco. Il calore affloscia la foglia quasi come un palloncino. La punta viene tagliata e lo strumento è pronto. Soffiando dalla base della foglia si ottiene un suono simile al chiocciare della gallina, come descritto da un informatore.
In questo periodo dell’anno vengono utilizzate molte altre parti di piante per creare strumenti sonori, tra cui foglie di finocchio, foglie di zucchine e di zucca, foglie e rametti di alloro. Tutti questi strumenti sono effimeri e durano da poche ore a pochi giorni. Le implicazioni ecologiche di questi strumenti sono fortemente evidenti. Possono essere realizzati solo sfruttando le proprietà delle piante in questa stagione. Il loro suono vive per un breve periodo e parla di un rapporto speciale con la natura e il tempo.